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Gesù Bambino benedicente

Il nostro Bambinello, in terracotta policroma, è completamente ignudo, alza il braccino destro con le dita in atto benedicente e regge un oggetto non identificabile con la sinistra. Mostra capelli biondi, impreziositi dall’oro, lievemente ondulati, occhi scuri segnati dalle ciglia e volti verso il basso, naso diritto e bocca piccola dalle labbra rosse lievemente dischiuse. Il corpo evidenzia la tipica anatomia infantile: testa grossa, ventre arrotondato, pieghe carnose verso l’inguine che si ripetono nelle gambine tornite. I piedini poggiano su di un terreno erboso dal quale spunta il tronco di un albero appena tagliato.
La scultura conserva una bella policromia che ben rende la carnagione teneramente rosata, più accesa sulle gote.
La nostra scultura rientra in quella vasta produzione di Gesù Bambino che godette di particolare fortuna in ambito toscano nel corso del XV secolo, cui si dedicarono numerose botteghe fiorentine, facenti capo anche ad illustri artisti dell’epoca. Fra questi spicca Desiderio Da Settignano (1428/31- 1464) che, verso il 1458 – 1460 modellò per il tabernacolo del Sacramento in San Lorenzo a Firenze una bella figura di fanciullino dalle forme piene tipiche dell’età infantile. L’opera fu assai apprezzata tanto che, per prudenza, venne tolta, collocata al sicuro in sagrestia e posta sull’altare maggiore della Basilica solo in occasione delle festività natalizie e sostituita sul tabernacolo da un’analoga scultura di Baccio da Montelupo.
La grande richiesta di tali immagini cristologiche (putti ignudi vengono citati in inventari fiorentini del ‘400 come regalati dai genitori alle giovani spose) anche da parte di persone appartenenti a ceti meno abbienti, indusse i vari ateliers di Firenze ad affiancare agli esemplari in marmo e pietra altri in materiali meno costosi quali terracotta e stucco, mostranti a volte delle varianti; ovviamente tale prassi era continuativamente praticata anche nella bottega dei Da Settignano.
La nostra terracotta, pur derivando dal prototipo desideriesco, se ne distingue nella diversa inclinazione della testa e nella postura della mano sinistra che regge una canna anziché la consueta corona di spine con i chiodi. Va pertanto riportata in ambiente fiorentino, nell’ambito di Baccio da Montelupo e datata all’ultima parte del XV secolo.

Gesù Bambino benedicente
Firenze
Sec. XV (ultima parte)
Terracotta
53 x 15 x 14 cm