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Vergine Annunciata

Maria è posta frontalmente, a capo scoperto, con i capelli che scendono a ciocche morbidamente ondulate lungo l’ampia fronte, il collo e le spalle; il naso diritto divide gli occhi dallo sguardo volto verso il basso sotto le sopracciglia sottili, la bocca è piccola, chiusa, ed il collo sottile. Indossa una veste rossa dalla semplice scollatura e sopra un manto verde scuro dall’interno avorio.
Il nostro scultore riesce a rendere con grande naturalezza e maestria la posizione del lembo destro che, a causa del braccio alzato, cadrebbe se non fosse trattenuto dalla mano sinistra; pari abilità l’artefice della scultura la mostra nella bella descrizione delle pieghe del manto, dalle linee geometriche nervosamente spezzate, in alcuni punti quasi come carta accartocciata.
I caratteri fisiognomici, con l’ampia arcata sopraccigliare ed il bell’ovale del volto, le pieghe falsate e spezzate delle vesti, derivate da meditazioni sulla statuaria d’Oltralpe, fanno attribuire la nostra Annunciata ad artista operante fra Veneto e Friuli nell’ultimo quarto del XV secolo, al corrente inoltre di quanto veniva creando Andrea Bellunello (1435 ca – 1494 ca.) nel medesimo periodo e nella stessa area geografica.
Un famoso predicatore quattrocentesco, Frà Roberto Caracciolo da Lecce, legando gli stati d’animo di Maria ai suoi atteggiamenti desunti dalle rappresentazioni artistiche dell’Annunciazione, coglieva dell’evento evangelico cinque momenti:
Conturbatio (all’arrivo dell’Arcangelo)
Cogitatio (Maria è pensosa)
Interrogatio (Maria interroga il messaggero celeste)
Humiliatio (Maria dice “eccomi, sono la serva del Signore”)
Meritatio (tale ultima fase non viene pressoché mai illustrata)
La posizione lievemente flessa del corpo della Vergine, il braccio destro alzato e gli occhi volti verso il basso, chiaro indice di sottomissione, fanno ritenere che Maria sia stata colta nell’attimo dell’Humiliatio, pronta ad assecondare il volere divino.

Alto Veneto – Ultimo quarto del XV sec.
Legno policromo (h. 70 cm)