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Venere e coppia di giovani guerrieri

La figura femminile, identificata in Venere per la conchiglia fra i capelli ed il corpo ignudo coperto solo da un sinuoso lembo di panno bianco, è affiancata da due giovani rivestiti da armature “da parata” di gusto classicheggiante, probabilmente figure idealizzate della mitologia classica o della tradizione eroico-cavalleresca. La triade statuaria appartenne al celebre antiquario fiorentino Elia Volpi che la inserì nella “Venetian council chamber” pezzo forte dell’asta tenutasi a New York nel 1927 presso la l’American Arts Galleries acquistata dal magnate americano William Randolph Hearst. Nel 1941 il complesso fu posto all’incanto e smembrato: i dipinti ricomparvero ad un’asta di Christie’s nel 1992 a New York e furono riportati in Italia contemporaneamente alle sculture che ci occupano, quest’ultime attribuite a Domenico di Paris (Monselice/Padova doc. dal 1446 – Ferrara 1503) attribuzione oggi non più sostenibile. Le statue si inseriscono perfettamente nella congiuntura della scultura padovana della seconda metà del ‘400 che, affrancatasi dal realismo e dal fantasioso archeologismo mantegnesco-donatelliano, visse un momento di grande vivacità ed autonomia; avviatasi con i primi allievi padovani di Donatello (Niccolò Pizzolo e Bartolomeo Bellano), giunse al suo apice con il Riccio e sin dai primi anni settanta del ‘400 si ritrovò nella poliedrica personalità di Giovanni De Fondulis, esperto scultore in terracotta e nella toreutica, trasferitosi da Cremona a Padova nel 1452 ed ivi morto fra il 1486 ed il 1491. Le nostre statue si legano in maniera convincente con un gruppo di opere del De Fondulis realizzate fra l’ottavo ed il nono decennio del XV secolo, caratterizzate da toni forbiti ed elegiaci e da un naturalismo più fluido e temperato, accomunate ad esempio dalle capigliature, dai volti fieri con occhi stupefatti e con tratti pronunciati, dai corpi ben saldi e longilinei e nelle posture, lievemente ancheggianti o incedenti.

Giovanni De Fondulis – 1470/1480
Stucco dipinto
90 x 29 x 16 cm (la Venere)
93,5 x 30 x 14 cm (la figura con i capelli lunghi)
95,5 x 35 x 16,5 (la figura con i capelli corti)
Scheda critica Giancarlo Gentilini e David Lucidi
Pubbl. Electa, 26 ottobre – 9 novembre 2019, pp. 58-69