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Tradimento di Giuda

La composizione, facente parte con tutta probabilità di un polittico dedicato alla Passione, ha come punto focale Giuda che abbraccia il Cristo allo scopo di indicarlo al soldato a destra venuto ad arrestarlo. Alle spalle del Redentore è posto Pietro in atto di riporre nel fodero la spada con la quale ha appena mozzato l’orecchio a Malchus che giace al suolo con il braccio sinistro alzato nel vano tentativo di difendersi; a quanto riportato dalle Sacre Scritture poi, l’orecchio gli verrà riattaccato da Gesù stesso.
I cinque personaggi occupano tutto lo spazio loro concesso senza affastellarsi e sono scolpiti in forte aggetto; i volti denotano grande introspezione psicologica e sono ben rifiniti nei capelli e nelle barbe; i panneggi sono scavati in profondità ed evidenziano belle increspature geometriche.
Il rilievo rientra nella produzione di pannelli, dossali d’altare e sculture in alabastro che iniziò in Inghilterra verso la metà del XIV secolo raggiungendo un notevole successo di pubblico non solo locale ma anche all’estero, che consentì una sostenuta corrente d’esportazione verso numerosi paesi europei (Italia, Francia, Fiandre ed altri). Tale successo durò in pratica fino alla metà del XVI secolo e si interruppe bruscamente sia a seguito della rottura fra Inghilterra e Papato che dette vita alla Riforma Anglicana voluta dal re Enrico VIII (1491-1547) con le leggi del 1536 e del 1539 che portarono alla confisca ed alla chiusura di centocinquanta complessi ecclesiastici cattolici, sia per la legge emanata nel gennaio 1550 dal suo successore Edoardo VI che vietò espressamente i libri e le immagini religiose comprese quelle in alabastro e causò la fuga di molti scultori fedeli al Cattolicesimo verso il Continente recando seco le opere che erano riusciti a salvare e che furono successivamente assegnate all’Italia, alla Francia o alle Fiandre.
Fu solo nel XIX secolo che uno studioso di nome Hope, in due articoli pubblicati nel 1890 e nel 1904, dimostrò, basandosi su ricerche d’archivio, che due rilievi alabastrini rinvenuti nella regione di Rouen e ritenuti francesi erano in realtà originari dell’Inghilterra, e nel 1910 la società degli antiquari di Londra organizzò una mostra di tali opere recuperate perlopiù a seguito di ristrutturazioni ottocentesche di chiese più antiche dove erano state nascoste durante gli anni della furia anticattolica ed iconoclasta. Spettò ad altri due studiosi, Prior e Gardner, indicare l’evoluzione cronologica e stilistica dei manufatti in alabastro inglesi, fissandola in quattro fasi: 1340-1380; 1380-1420; 1420-1460; 1460-1530 (ovviamente tali limiti hanno un valore indicativo). Nella prima fase i caratteri della grande scultura gotica, influenzati da esempi francesi, sono più marcati; nella seconda i pannelli verticali mostrano un’incorniciatura intagliata nello stesso blocco di pietra; nella terza sparisce la cornice nelle placche e le scene si complicano e nell’ultima fase aumenta il numero dei personaggi, addossati gli uni agli altri, i loro atteggiamenti si fanno eccessivi e si accentua un certo patetismo.
L’alabastro usato dagli scultori inglesi è di natura gessosa, leggermente giallastro, agevolmente scolpibile, atto ad essere dipinto e dorato anche senza preparazione grazie alla sua natura liscia, ed era facilmente reperibile soprattutto nella parte centrale dell’Inghilterra (Yorkshire, Nottinghamshire, Leichestershire e Somerset).
La scena riportata nel nostro rilievo era in genere quella iniziale nei polittici della Passione; immagini simili figurano su pannelli conservati a Ferrara (Musei di Palazzo Schifanoia), Nantes, Parigi (Museo di Cluny) ed altri.
I tratti ancora gotici delle figure, il loro dipanarsi nello spazio senza affastellarsi e la ricerca di introspezione psicologica ne indicano una collocazione temporale entro la prima metà del XV secolo, corrispondente in pratica alla terza fase individuata da Prior e Gardner nel loro studio sull’evoluzione cronologica e stilistica di tali manufatti.

Tradimento di Giuda
Nottingham
Sec. XV, prima metà
Alabastro
40 x 26 cm