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Presentazione di Gesù al Tempio

Iniziale “A” su foglio staccato da antifonario raffigurante la presentazione di Gesù al Tempio.
L’iniziale istoriata decora l’angolo in basso a sinistra di un foglio, che riporta le parole in gotica testuale e la notazione musicale di alcuni inni liturgici dell’officio per la festa della purificazione di Maria (2 febbraio). In particolare, si riconoscono le antifone Post partum virgo inviolata permansisti e Sicut myrrha electa odorem dedisti (CAO 1968, nn. 4332, 4942), che esordiscono con due iniziali filigranate di colore blu e rosso rispettivamente, e il responso Adorna Thalamum tuum (CAO 1970, n. 6051), che inizia appunto con il pregevole capolettera istoriato raffigurante la Presentazione di Gesù al Tempio.
L’asta destra della lettera A, di colore ocra bianco, mostra nella parte mediana un ornato con perle sferiche e ovoidali di diversi colori. L’asta sinistra assume invece la forma di un drago alato. L’iniziale è inoltre arricchita da code fogliacee. Il corpo della lettera si staglia su un campo di colore blu punteggiato da motivi a tre pallini bianchi. Il perimetro del campo blu, che segue l’andamento della lettera, è segnato da una filettatura chiara. All’interno del corpo della lettera si svolge l’episodio della Presentazione al Tempio (Lc. 2, 22-35), celebrata in occasione della festa della purificazione di Maria: sulla sinistra la Vergine, dal capo nimbato, vestita di una tunica di colore arancio e di un mantello ocra chiaro, porge il Bambino, col capo nimbato e crucisignato, all’anziano sacerdote barbato Simeone sulla destra, abbigliato con una tunica arancio, che lo accoglie in un panno bianco al di sopra di una mensa d’altare. Vestito con una tunichetta grigia, il Bambino compie un gesto di benedizione con la mano sinistra, al di sotto di una lampada arancione.
Alle spalle della Vergine a sinistra si riconosce San Giuseppe col capo nimbato e coperto da un berretto a punta di colore arancio. Giuseppe, vestito di una tunica grigia, regge tra le mani una cesta con le colombe da offrire al Tempio di Gerusalemme. Al di sopra di Giuseppe compare un giovane volto imberbe, che potrebbe essere interpretato come la figura di un astante.
In ottimo stato di conservazione, l’iniziale mostra motivi ornamentali tipici della miniatura bolognese di fine XIII secolo, come le perle lungo l’asta destra della lettera o il fondo blu puntinato di biacca. Anche la gamma cromatica rimanda alla citta emiliana. Al contrario, il linguaggio delle figure non presenta i modi bizantineggianti caratteristici della produzione locale tardo duecentesca riconducibile al cosiddetto “secondo stile” (Medica 2005, p. 181). La costruzione grafica e bidimensionale dei volti, l’elegante anchement della Vergine e l’andamento calligrafico del suo mantello orientato piuttosto verso una cultura di marca francesizzante, del resto ben giustificabile in un centro cosmopolita come Bologna, frequentato da studenti e docenti d’oltralpe a causa della presenza del celebre Studium.

Miniatore bolognese con influenze francesi – XIII sec., fine
Tempera su pergamena (47 x 33 cm)
Scheda critica Gianluca Del Monaco
Electa, 26 ottobre – 9 novembre 2019, pp. 12-13