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Madonna dell’Umiltà tra i santi Paolo e Pietro

Maria, coronata è coperta dal prezioso abito finemente modulato, è raffigurata in atto di adorare il Figlioletto, appoggiato sulle sue gambe, mentre ai lati del gruppo mariano, scolpiti in scala ridotta secondo un principio gerarchico di sapore ancora medievale, sono collocati i due Santi. L’opera costituisce una nuova importante testimonianza del complesso panorama della scultura lignea di area veneta durante la prima metà del ‘400 per le comuni soluzioni artistiche e costruttive riscontrabili ad esempio con le opere di Moranzon, famiglia che dette vita alla più importante e prospera bottega di intagliatori e scultori attivi a Venezia, l’entroterra carnico e la Dalmazia dalla seconda metà del ‘300 e per tutta la metà del secolo successivo, il cui maggiore esponente fu Jacopo (o Giacomo) Moranzon, attivo a Venezia fra il 1416 ed il 1467.
L’opera in esame si distingue per la personalissima caratterizzazione fisionomica ed espressiva dei personaggi, una maggior consapevolezza posturale e per un più dinamico intaglio delle vesti, con appiattite plissettature ed un panneggio più falcato, che lasciano trapelare un artista più giovane del maestro veneziano, quale Paolo di Amadeo, documentato a Venezia nel quinto decennio del XV secolo cui si deve la realizzazione del monumentale polittico (277 x 451 cm) per la chiesa di San Daniele a San Daniele del Friuli (ora perduto), cui collaborò per la parte pittorica il pittore veneziano Michele Giambono. Nel museo civico della città friulana si conserva oggi una grandiosa ancona creata per la chiesa cittadina di Sant’Antonio Abate, data a Paolo di Amadeo.
Tale ancona mostra eloquenti tangenze con il nostro tabernacolo, ravvisabili nella scelta delle soluzioni di ornato architettonico, nell’intaglio delle bifore delle paraste, nelle fisionomie dei personaggi dai tratti più nitidi e marcati e volumetrie meno tornite e – visti i rapporti intercorrenti fra i due artisti – non è da escludere che anche nel nostro tabernacolo la parte pittorica sia da attribuirsi al pittore veneziano Michele Giambono.

Paolo di Amadeo – 1440/1445 ca.
Legno scolpito, policromo e dorato (103 x 73 x 13 cm)
Scheda critica David Lucidi
Pubbl. Unici, 7 – 21 ottobre 2017, pp. 32-39