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Madonna col Bambino (del tipo “Madonna Massimo”)

Questo inedito rilievo, modellato con vivace immediatezza senza l’ausilio di calchi, reinterpreta con originali varianti una più antica composizione riferita a Donatello intorno al 1425 (o da altri al giovane Luca della Robbia), nota attraverso una diecina di esemplari in stucco dipinto, che prende nome da quello un tempo nella collezione romana del principe don Fabrizio Massimo. Tra le varianti più significative qui apportate a questa fortunata tipologia spiccano la corta tunichetta stretta da una fascia che veste il Bambino, in origine nudo, la sua postura irrigidita con le gambe stese e affiancate, mentre nel prototipo sono accavallate, e i tratti più severi del volto di Maria: soluzioni ricorrenti a partire dal 1445/50 in diverse Madonne autografe di Donatello, come il fastoso rilievo in terracotta dipinta oggi al Musée du Louvre, o riferite ai vari collaboratori della sua prolifica bottega padovana (Giovanni da Pisa, Niccolò Pizzolo, Antonio di Chelino etc.). Nel caso del rilievo in esame la vigorosa sintesi del modellato, incline a geometrizzare le forme e accentuare i lineamenti espressivi, ci induce ad attribuirlo al fidato allievo Bartolomeo Bellano, che da Padova seguì il maestro tra Siena e Firenze, dove, insieme a Bertoldo di Giovanni, intervenne in modo assai consistente nei rilievi bronzei che costituiscono i due celebri Pulpiti di San Lorenzo, ultimati dopo la morte di Donatello nel 1466, adottando negli animati puttini vendemmianti dei fregi un simile caratteristico abbigliamento, poi puntualmente riproposto in numerose composizioni autonome (Due putti in terracotta, Lione, Musée des Beaux Arts; Madonna col Bambino in bronzo del Monumento Roccabonella, Padova, San Francesco, etc.).
Il TL Test eseguito dall’Istituto Arcadia di Milano ne ha confermata l’autenticità.

Bartolomeo Bellano, attr. – 1455/1460 ca.
Bassorilievo in terracotta (67 x 41 cm)
Scheda critica Giancarlo Gentilini
Pubbl. Raritas, 24 ottobre – 14 novembre 2020