Image Alt

Madonna adorante

Genuflessa, con il capo chino e le mani giunte, la Vergine è colta in atto di pregare verso il Figlioletto, un tempo posto all’altezza delle sue ginocchia. Il volto di Maria, dall’ovale perfetto, cui le palpebre abbassate sugli occhi donano una diffusa, rassegnata malinconia, mostra un’ampia fronte senza increspature, naso diritto ed affilato e bocca piccola ben disegnata. Lunghi capelli castani le scendono sulle spalle e piccoli riccioli paralleli le contornano la fronte ed il viso. Indossa un abito rosso dallo scollo quadrato, ornato da due bande poste verticalmente che tendono ad avvicinarsi verso il basso ed un’altra orizzontale, tutte e tre ornate con girali dorati. La veste prosegue mostrando sotto la cintura belle increspature profonde e diritte al centro e poste in senso diagonale nel fianco sinistro della Vergine, che scendono fino alle ginocchia. Un pesante mantello azzurro cupo appena appoggiato sulle sue spalle si increspa leggermente attorno alle braccia e prosegue sino in fondo in modo lineare. L’opera, scolpita a tutto tondo, mostra nel verso del manto un bellissimo panneggio con increspature insistite lungo il corpo ed un magistrale arrovellarsi di pieghe che si accalcano attorno alle gambe lasciando scoperto solo il retro dei piedi sul fondo. L’inusuale presenza delle tre bande nel vestito della Madonna appare su di una Vergine adorante attualmente conservata presso il Museo Nazionale del Bargello a Firenze, proveniente da San Ginesio nelle Marche ed attribuita da Enzo Carli, nel volume La scultura lignea italiana, pagg. 104 e 107, a scultore umbro-marchigiano operante all’inizio del XVI secolo. Anche il modo di panneggiare, secco e ben cadenzato della nostra scultura mostra tangenze con tale statua, dalla quale differisce per il viso di Maria, più classico ed austero nella nostra Vergine. L’opera del Museo fiorentino venne esposta nella mostra Rinascimento scolpito. Maestri del legno tra Marche ed Umbria tenutasi a Camerino nel 2006, a cura di R. Casciaro, ed attribuita in tale occasione a scultore dell’Italia centrale (ultima quarto del XV secolo).
Per quanto concerne la nostra scultura che presenta una bella policromia antica riteniamo, per i tratti fisiognomici della Vergine ed altre caratteristiche costruttive ed estetiche mostrate, fondato collocarne l’origine nell’area montana fra Umbria e Marche, caratterizzata da forte unità culturale, e datarla all’ultimo quarto del ‘400.

Madonna adorante
Italia centrale (Marche)
XV secolo, fine
Legno scolpito e dipinto
112 x 43 x 52,5 cm