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Cristo crocifisso

Il bel Cristo d’applique mostra un volto dai lineamenti decisi, accuratamente descritti negli occhi smaltati, negli alti zigomi, nei capelli e nella barba ottenuti con una fitta puntinatura a bulino e nella bocca, piccola e ben disegnata. La corona, come al solito ricavata a parte, mostra belle incisioni a puntini. Anche l’anatomia del busto è eseguita con cura nella descrizione dei muscoli pettorali, della cassa toracica ottenuta con fitte incisioni parallele, nei muscoli addominali e nel ventre dalla leggera prominenza. Il bellissimo perizoma che conserva ancora gran parte dell’originaria smaltatura a champlevé a strisce in azzurro lavanda delimitate da linee risparmiate, lascia scoperte entrambe le ginocchia e prosegue dietro le gambe, parallele e leggermente piegate in avanti. I piedi appaiati poggiano su di un suppedaneo. La tipologia iconografica del nostro Crocifisso, dalle braccia ancora parallele, il capo quasi dritto, ricorda quelle del Cristo triumphans di origine romanica glorioso e trionfante sulla morte ma la leggera flessione delle ginocchia e della testa, indicano l’avviarsi verso un gusto più mosso e naturale che sfocerà poi nell’immagine del Cristo patiens, più in sintonia con il sentire religioso contemporaneo, che ricercherà un Redentore più umano, in linea soprattutto con quanto predicato dai nuovi ordini monastici mendicanti, francescani in primis.
Il nostro manufatto rientra nella tipica produzione di opere d’oreficeria con intarsi smaltati a champlevé che ebbe luogo a Limoges in Francia, a partire dagli anni ’70 dell’undicesimo secolo e si sviluppò talmente nei due secoli successivi fino a far raggiungere alla città francese un grado di quasi monopolio europeo in tale settore. I prodotti limosini erano indirizzati sia verso fruitori laici che (ed in maggior misura) in campo ecclesiastico, aiutati in questo sia dal rafforzato spirito religioso che portò ad un notevole incremento nei pellegrinaggi ed alla costruzione di nuovi edifici religiosi che andavano adeguatamente dotati delle necessarie suppellettili, sia dagli apprezzamenti ricevuti da alti prelati, culminati con la dichiarazione del sinodo di Winchester del 1229 che decretava gli oggetti in opus lemovicense atti al culto come fossero d’oro o d’argento. Comparvero pertanto crocifissi, reliquiari, croci, pissidi e coperture di evangeliari che da Limoges presero in buona parte le vie dell’Europa, fino alla Gran Bretagna e la Penisola Scandinava a nord e l’Italia e la Spagna a sud. Nonostante la notevole schematizzazione nei tratti e nell’anatomia – peraltro caratteristica peculiare e connotativa di questo tipo di realizzazioni – il Cristo che ci occupa è di fattura raffinata, impreziosito dal pressoché intatto corredo smaltato del perizoma, e ben testimonia il fervore creativo che caratterizzò l’opera di artigiani a metà tra maestri d’arte ed imprenditori mercanti nell’Europa del XIII secolo.

Cristo crocifisso
Limoges
Sec. XIII, metà
Rame sbalzato, inciso, dorato e smalti champlevé
17 x 12,5 cm