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Cofanetto

Di solida forma architettonica, rettangolare con elegante coperchio a sarcofago, l’opera in esame si presenta ricoperta da un raffinato disegno geometrico, realizzato utilizzando su un fondo ligneo piccole tarsie in osso e corno che donano un bellissimo effetto ottico.
Nel manufatto, che si presenta come un solido parallelepipedo sormontato da un coperchio di forma spiovente e rialzata si alternano il bianco dell’osso, il marrone scuro del corno ed il marrone chiaro degli eleganti filetti che contornano le tarsie donando al tutto un effetto di solidità e raffinatezza.
La sommità è ornata da motivi ricorrenti, con rombi racchiudenti una piccola scacchiera, contornati da linee rette parallele in osso e legno, il tutto incorniciato da una stretta fascia sempre decorata a motivi geometrici ripetuti. Nel lato spiovente del coperchio è realizzato poi un decoro a “denti di Lupo” formato da triangoli bianchi e marrone scuro. Un’altra fascia intarsiata a motivi geometrici ricorrenti bordata in corno ed osso conclude il coperchio.
La parte centrale ed i lati presentano lo stesso motivo “a rombi” del coperchio, mentre la base, anch’essa leggermente spiovente è sempre ornata con intarsi a “denti di lupo”, contornata da una bianca cornice in osso.
Il manufatto, raro per le grandi dimensioni e la raffinata complessità dei motivi ornamentali, appartiene alla cosiddetta “Bottega dell’Italia Settentrionale” definita in passato “Bottega degli Embriachi” dal nome del fiorentino Baldassarre degli Embriachi che iniziò questo tipo di lavorazione con intarsi alla certosina.
Il periodo più importante di questi cofanetti si pone nel XV secolo, epoca a cui appartiene il manufatto in esame ed il cui uso era sempre finalizzato ad uno scopo pratico: o erano destinati a contenere gioielli od oggetti preziosi o erano veri e propri cofanetti nuziali donati in occasioni di nozze o promesse di matrimonio.
Va precisato inoltre che questo decoro che vede abbinati l’uso dell’osso, dell’avorio e del corno all’Intarsio «alla certosina» è tipicamente italiano derivando da stilemi e motivi astratti già praticati nel secolo XIV in molte abbazie dell’ordine di San Bruno, detto appunto dei Certosini; nel Rinascimento si perfezionò l’uso delle prospettive e dei motivi geometrici, aumentando la richiesta di tali manufatti e contribuendo pertanto alla nascita di numerose botteghe che si diffusero prima a Firenze poi a Venezia (dove si era trasferito nel 1390 Baldassarre degli Embriachi provenendo dalla città toscana) e da qui in tutta l’Italia settentrionale.

Italia settentrionale – fine XV sec.
Legni vari, osso naturale, corno (12 x 26,5 x 16,5 cm)