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Angelo Annunciante

Coppia di altorilievi in marmo raffiguranti l’Annunciazione, tratti da due distinti blocchi. Il gruppo, in ottime condizioni di conservazione, apparteneva in origine con tutta probabilità ad una cappella privata, forse come ornamento d’altare o come lunetta di un portale. Le due sculture che frontalmente appaiono scolpite a tutto tondo, sono in realtà scolpite come un grande altorilievo scontornato, predisposto per aderire ad una parete di fondo. Grazie ai più recenti studi sulla scultura rinascimentale dell’Italia meridionale, possiamo far rientrare il nostro gruppo nell’ambito dell’attività gaginesca, in particolare attribuendolo ad Antonino Gagini (Messina 1505 ca – Palermo 1574), figlio di Antonello (1478 – 1536), avviato alla carriera di scultore assieme ai suoi fratelli. Fu proprio Antonino, fra i più diretti collaboratori di Antonello, ad ereditarne la vena creativa e gli stilemi artistici, come testimoniano le tangenze stilistiche con l’Annunciazione di Antonello del 1545 ed attualmente conservata al Museo civico di Erice, come ad esempio le mani affusolate e appuntite di Maria od il panneggio increspato del mantello dell’Angelo, dall’armonioso andamento sinuoso.
Le due sculture si caratterizzano inoltre per i loro gesti improntati all’umiltà (come le mani incrociate sul petto), equilibrati, ampi, sereni in piena sintonia con i canoni dell’arte rinascimentale.
Il nostro gruppo figurava già nella collezione dell’antiquario toscano Demetrio Tolosani (Colle val d’Elsa 1863 – Firenze 1944), che fu tra i protagonisti del commercio artistico fiorentino tra ottocento e novecento.
L’opera è corredata da studio critico di Alfredo Bellandi

Angelo Annunciante
Annunciazione
Antonino Gagini (Messina 1505ca – Palermo 1574)
XVI secolo (prima metà)
Altorilievo in marmo
47 x 47 x 16 cm